20) Heidegger. Verit ontica e verit ontologica.
Fra la verit ontica e la verit ontologica vi  una differenza
ontologica e nello stesso tempo uno stretto rapporto, in quanto
si appartengono una all'altra.
M. Heidegger, Vom Wesen des Grundes, [L'essenza del fondamento],
Halle 1929, traduzione italiana di F. Volpi, Segnavia, Adelphi,
Milano, 1987, pagine 90-91 (vedi manuale pagine 426-427).
I gradi e le variazioni possibili della verit ontologica, intesa
in senso lato, tradiscono a un tempo la ricchezza di ci che, in
quanto verit originaria,  al fondo di ogni verit ontica. La
svelatezza dell'essere  per sempre la verit dell'essere dell
'ente, sia questo reale o no. Viceversa nella svelatezza dell'ente
c' gi sempre anche quella del suo essere. La verit ontica e la
verit ontologica concernono in modo rispettivamente diverso l'
ente nel suo essere e l'essere dell' ente. Esse si appartengono
l'un l'altra in modo essenziale in base al loro riferimento alla
differenza di essere ed ente (differenza ontologica). L'essenza
della verit in generale, che in tal modo si biforca
necessariamente in ontica e ontologica,  possibile in generale
solo con l'aprirsi di questa differenza. D'altra parte, se il
tratto caratteristico dell'esserci risiede nel fatto che esso si
comporta in rapporto all'ente solo comprendendo l'essere, allora
bisogna che il poter differenziare, in cui la differenza
ontologica diviene effettiva, affondi le radici della sua propria
possibilit nel fondamento dell'essenza dell'esserci. Anticipando,
chiamiamo questo fondamento della differenza ontologica la
trascendenza dell'esserci.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume secondo, pagine 284-285.
